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Cosa si nasconde dietro il tonno in scatola?

Il tonno rimane senza dubbio il prodotto ittico più consumato. In Italia il tonno è presente nel 94% delle case e quasi 1 italiano su 2 continua a gustarlo ogni settimana.

Il tonno in scatola piace soprattutto ai giovani e alle famiglie con bambini perché è pratico e versatile oltre ad essere gustoso ed economico.

Il tonno in scatola ha sollevato da tempo questioni controverse come il sovrasfruttamento dei mari, che si traduce in un impoverimento delle risorse ittiche causato da un’eccessiva e non razionale attività di pesca. Ovvero quando una specie di pesce viene pescata più velocemente di quanto riesca a riprodursi.

Un altro grande problema è legato alle catture accidentali, una minaccia per altre specie di pesci o uccelli che finiscono accidentalmente nelle reti dei pescatori.

Il tonno in scatola non è quindi solo quello che appare negli scaffali dei supermercati.

Ci sono segreti nascosti nel tuo tonno in scatola che devi conoscere. Ci sono alcune cose che l’industria del tonno sta facendo per renderlo facilmente accessibile a tutti. Guardiamo insieme quali.

Tonno in scatola e uso di dispositivi per l’aggregazione dei pesci (FDA)

I FDAs (Fishing Aggregating Devices) sono dei corpi galleggianti o semisommersi che diventano punti di aggregazione per diverse specie di pesci in cerca di protezione e cibo.

La teoria alla base di questi dispositivi per l’aggregazione dei pesci è che i pesci in oceano aperto sono attratti da oggetti galleggianti. Poiché gli oggetti vengono lasciati lì per un lungo periodo, iniziano a crescere piante e alghe che attraggono pesci più piccoli e i pesci più piccoli attirano predatori più grandi.

I predatori sono principalmente tonni che affollano questi FDA attratti da questa fonte di cibo. Quando tornano le barche del tonno, raccolgono e spazzano via l’intero ecosistema.

Questo sistema è efficace per il tonno, ma aumenta notevolmente la percentuale di catture accidentali di altre specie.

Sono sistemi ormai tecnologicamente avanzati (dotati di sistemi di localizzazione radio-satellitare e sonar) in grado di informare le flotte di pescherecci sulla loro localizzazione e sulla quantità di pesce aggregato.

Inoltre, le FDA non attirano solo i tonni ma anche squali e altri animali marini.

L’uso intensivo e incontrollato di FDA (si parla di oltre 100.000 nuovi FAD rilasciati negli oceani ogni anno) rischia di distruggere l’ecosistema marino e portare gli stock di tonno verso il collasso.

La soluzione a questo problema è che al momento dell’acquisto del tonno in scatola, si dovrebbe optare per i marchi che garantiscono la pesca senza FDA.

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Pesca del tonno con i palangari

La pesca con i palangari è una delle pratiche distruttive più utilizzate dai pescatori di tonno. I palangari vengono utilizzati per catturare il tonno nel modo più economico possibile.

Il palangaro utilizza corde spesse o cavi sospesi attraverso l’oceano aperto da boa a boa, a volte possono essere lunghi addirittura alcuni chilometri a tratto. A intervalli regolari vengono attaccate linee di pesca più piccole a quelle più lunghe e alla fine di ciascuna linea di pesca è attaccato un gancio o un’esca.

La tonnara dispone diversi di questi palangari durante il giorno. Gli stessi vengono poi riavvolti di sera.

Il metodo dei palangari non è selettivo e finisce per essere una pratica letale per le tartarughe. La tartaruga si aggancia alle lenze da pesca e ne rimane intrappolata poiché non è più in grado di tornare in superficie per respirare. Lo stesso avviene per altri animali marini che si agganciano e muoiono.

Si stima che il tasso di catture accidentali di questa massiccia operazione distruttiva sia circa il 30% del totale. Si traduce quindi in migliaia di tonnellate all’anno di tartarughe, squali, uccelli marini e altre vittime che vengono catturate accidentalmente.

Per ridurre questa catastrofe, quando scegli il tonno, acquista il tonno pescato con tecniche di pesca sostenibili come la pesca a canna.

Pesca non regolamentata

I pescatori devono rispettare il requisito di pesca all’interno della zona economica esclusiva del paese (ZEE, exclusive economic zone).

Queste zone ZEE si estendono 200 miglia al largo della costa di una data nazione. Significa che al di là di quest’area si trova una parte dell’oceano che non è governata da nessuna giurisdizione territoriale.

I pescatori di tonni si stanno quindi rivolgendo a queste aree dell’oceano poco regolamentete per fare una fortuna e saccheggiare l’oceano pescando tutto il tonno possibile. In questa terra di nessuno possono catturare quanti più tonni vogliono, possono usare qualsiasi tecnica di pesca e possono imporre danni all’ecosistema, cose non consentite all’interno della ZEE.

Come cliente, se ti interessa la vita nell’oceano, acquista solo tonno catturato nelle acque circoscritte da ZEE.

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Ingredienti

Oltre agli aspetti legati all’ambiente, ci sono altri oggetti che troverai nella tua scatola di tonno.

La maggior parte delle aziende di tonno confeziona e conserva il loro tonno con oli rancidi idrogenati come la colza e la soia. Inoltre, potresti trovare aromi, conservanti e molte altre sostanze dannose. Questi ingredienti possono causare problemi cardiovascolari e dell’apparato digerente.

Da ricordare, inoltre che il tonno conservato può contenere tracce di piombo derivante dal processo di packaging. Ciò va ad aggiungersi al problema del possibile accumulo di mercurio, che caratterizza tutti i pesci di grandi dimensioni come il tonno, e alla possibile presenza di istamina.

Consigli per acquistare il tonno in scatola

È sempre consigliabile acquistare del pesce fresco. Se optate invece per il tonno in scatola il consiglio è quello di scegliere seguendo questi consigli.

– Preferire sempre i formati più grandi, che garantiscono miglioricaratteristiche organolettiche e nutrizionali del tonno, essendo il pesce più compatto e meno sminuzzato.

– Acquistare tonno conservato nei vasetti in vetro: in questo modo, è possibile valutare e apprezzare l’aspetto del pesce prima dell’acquisto. Il colore rosato è indice di freschezza.

– Da prediligere sempre il tonno al naturale. La qualità dell’olio non può essere verificata.

– Dal punto di vista della provenienza infine, è da prediligere il pesce del mar Mediterraneo, che non ha subito un percorso molto lungo prima di essere inscatolato.

Conclusione

Nel tentativo di tenere i pirati di tonno lontani dalle loro acque, gli stati insulari del Pacifico, ricchi di tonno ma economicamente poveri, si sono uniti per farsi carico delle loro attività di pesca. Questi stati sono noti collettivamente come parte dell’accordo di Nauru (PNA). Il loro principale interesse è promuovere un’industria del tonno sostenibile ed equa che protegga sia il tonno dell’oceano sia le popolazioni che dipendono da esso.

È giusto ricordare che i consumatori hanno un grande potere. È importante informarsi e scegliere sempre aziende attente alla sostenibilità dell’ecosistema e alla salute delle persone.

Immagini da Pixabay

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